Pensaci, sono soldi tuoi

Ciao. In questo mio primo articolo nel settore Economia e Finanza ho deciso di cominciare ad affrontare questioni relative al mondo bancario. Avendoci lavorato per quasi dieci anni, un bel po' di conoscenze e competenze me le sono fatte, per cui ho deciso di trasferirle anche a te, così che quando ti troverai dentro una banca per qualunque motivo, non ti sentirai del tutto spaesato e comincerai a capirci qualcosa anche tu.

In questo primo articolo desidero parlare di una cosa forse ovvia, ma importante. Cosa è una banca? Prima di spiegarti che cosa sia una banca credo sia doveroso dirti che cosa non è.

Una banca NON È un’opera pia né un’associazione di solidarietà né un ente benefico. Negli anni passati a lavorare in questo settore ho incontrato centinaia di persone convinte del contrario, persuase che la banca dovesse fare ciò che chiedevano (ordinavano) loro e nel modo e nei tempi da essi desiderati. 

Una banca NON È un’azienda del fai da te in cui ogni cliente può decidere il come le leggi possano o non possano essere applicate a seconda dei casi.

Una banca NON È nemmeno il tuo capo, non è la tua famiglia, non è un tuo sovrano, non è un ente preposto a soggiogarti, a stare al di sopra di te, quindi quel malsano servilismo innato che in molti hanno quando entrano in banca e parlano con un funzionario non va bene (e spesso tutti i dipendenti di una banca, dal direttore all’usciere, sanno che la maggior parte dei clienti entrano in quegli uffici col capo chino, e ne approfittano). Ricordati sempre che una banca esiste perché SEI TU A PERMETTERLE DI ESISTERE, quindi i vari inchini dovrebbero farli i direttori e loro colleghi a te e non dovrebbe mai essere il contrario.

La banca, prima di ogni altra cosa, è un’azienda e, in quanto tale, deve produrre utili, cioè, deve guadagnare, altrimenti fallisce. E cosa usa, una banca, per fare utili? Il denaro. Quale? Ovviamente il proprio (molte banche hanno disponibilità di somme da poter destinare a investimenti propri che generano dei rendimenti) e il tuo (sia passivo che attivo, ovvero: sia i prestiti che pian piano restituisci con gli interessi e dopo aver pagato determinate cifre per assicurazione, istruttoria e quant’altro; sia il denaro che tu depositi in banca e che permette alla banca, a sua volta, o di prestare ancora denaro, o ci guadagna nelle varie commissioni sia di tenuta conto e servizi vari; sia, nel caso di investimenti, costi di sottoscrizione e vari oneri di gestione).

Lascio le definizioni tecniche e più specifiche, relative all’attività bancaria, ad altri settori più settoriali di questo dato che il mio scopo è soltanto quello di dialogare con te. In fondo qui ci interessa capire in modo semplice di cosa stiamo parlando. Abbiamo quindi stabilito cosa è e cosa non è una banca, e compreso che si tratta comunque di un’azienda che deve produrre utili. 

Oggi le banche hanno un ruolo sempre più determinante nella vita economica di ogni cittadino. A causa (o grazie a) alle nuove disposizioni sull’antiriciclaggio (cioè, norme che combattono il riciclaggio di denaro “sporco” che proviene da attività illecite e di evasione fiscale) oggi è quasi impossibile non avere un conto corrente e, di conseguenza, è quasi necessario essere clienti di una banca. Ed è qui che, per noi Italiani, cominciano i problemi… già, perché ci sono molte banche che nei clienti vedono soltanto delle tasche da svuotare e, per quanto pubblicizzino nei loro volantini, famiglie felici e spensierate che entrano nei loro uffici, la realtà e tutt’altra ed è quasi inutile elencare i vari motivi di questa mia affermazione.

Ed ecco che ci accorgiamo a fine trimestre o a fine anno che abbiamo pagato costi esorbitanti anche per servizi su Internet i quali, in realtà, dovrebbero essere quasi nulli. Sono molte le ricerche di mercato che indicano che la maggior parte delle banche italiane sono le più costose d’Europa. Dall’altro lato, però, bisogna anche capire che da qualche parte gli utili devono spremerli e quale miglior modo se non usare i clienti come dei limoni? A tal proposito ti consiglio la visione di un simpatico video di Ficarra e Picone (clicca qui per il video).

Eccoci dunque alla fine di questo mio primo articolo. Mi fermo qui per non annoiarti troppo e rimandando ai prossimi articoli quest’argomento, ma concludo con un consiglio. Recupera gli ultimi estratti conto (specie quello di fine anno) e anche il documento di sintesi del tuo conto, laddove potrai verificare tutte le voci di costo. Controlla bene cosa paghi e cosa non in base all’uso che fai della banca e del conto. Non avere paura di approfondire questa situazione, sono soldi tuoi, perché regalarli a una banca quando ce ne sono molte altre con condizioni migliori e più favorevoli? Non restartene seduto lì a guardare lo schermo del tuo computer o del tuo tablet cercando di nasconderti dietro la convinzione “ma la mia banca non mi fa pagare nulla” perché è molto probabile che non sia così. Quindi, su, andiamo a prendere quanto necessario e verifichiamo e, salvo che si tratti di un conto per aziende o partite IVA, un conto che costa oltre cinquanta euro (e deve avere un’elevata operatività e servizi annessi al conto tutti da voi usati per giustificare una tale spesa) è un conto corrente che va rivisto. Meglio sarebbe riconsiderare se proseguire un rapporto con la banca in cui ho il conto. Io un giro me lo farei per vedere se è possibile azzerare questi costi. Perché? MA COME PERCHE’? Pensaci bene. Tagli quasi tutte le tue spese. Compri meno cibo, cambi supermercato e vai dove trovi più offerte; rinunci alla pizza e alle uscite di un tempo; meno chiamate col cellulare; eviti di camminare quasi per non consumare così tanto le suole delle scarpe per rimandarne il prossimo acquisto, E TUTTO QUELLO CHE RISPARMI  COSA FAI? LO REGALI ALLA BANCA! Pensaci, i soldi sono tuoi. 

 

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