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Come risparmiare sui costi del conto corrente

Carissimi amici, eccomi nuovamente a trattare un tema inerente il settore bancario: il conto corrente. In questo mio articolo cercherò di darvi qualche semplice consiglio per capire meglio che tipo di conto corrente scegliere. 

Cominciamo sin da subito con il capire di che cosa si tratta. Secondo l’articolo 1823 del codice civile il conto corrente è il contratto col quale le parti si obbligano ad annotare (le annotazioni si chiamano “rimesse”) in un conto i crediti derivanti da reciproche rimesse, considerandoli inesigibili e indisponibili fino alla chiusura del conto. Il saldo del conto è esigibile alla scadenza stabilita. Se non è richiesto il pagamento, il saldo si considera quale prima rimessa di un nuovo conto e il contratto s'intende rinnovato a tempo indeterminato. 

L’articolo 1852 del codice civile ci specifica qualcosa in più relativamente al conto corrente - si riferisce al conto corrente bancario - e recita che, qualora il deposito (il deposito bancario è regolato dall’articolo 1834 del c.c. secondo cui la banca acquisisce la proprietà del deposito ma è obbligata a restituirla a scadenza o a ogni richiesta del correntista), l'apertura di credito o altre operazioni bancarie siano regolate in conto corrente, il correntista può disporre in qualsiasi momento delle somme risultanti a suo credito, salva l'osservanza del termine di preavviso eventualmente pattuito.

Definizioni molto tecniche che rimandano ad altri articoli, e altri e altri ancora. 

In poche parole possiamo dire che un conto corrente bancario è un servizio offerto da una banca mediante il quale il correntista può gestire le proprie entrate e uscite. Al conto corrente sono abbinabili diversi servizi ed è proprio tramite il conto che la banca offre tali servizi e il correntista, previo deposito della propria liquidità, può gestire i suoi movimenti in uscita per far fronte alle sue esigenze economiche. 

Come dovrebbe essere il conto corrente ideale? In realtà non si può parlare di conto corrente ideale associabile a qualunque tipo di clienti perché ogni categoria di clienti ha necessità ed esigenze diverse, per esempio una grossa azienda ha necessità e movimentazioni completamente diverse da una famiglia e un’operatività sicuramente molto più grande rispetto al conto di un giovane studente universitario, ecc. 

Perciò la prima cosa da fare è domandarvi: “Il mio conto corrente risponde alle mie esigenze”?

Capirlo è semplicissimo. Basta verificare che i servizi attivi sul vostro conto siano quelli che vi servono. Per esempio: da semplicissimo contenitore di liquidità movimentata in entrata (stipendio, pensione, ecc) e in uscita (spesa, bollette, prelievi, ecc) il conto corrente bancario offre oggi una serie di servizi aggiuntivi, talvolta davvero innovativi come la possibilità di ricevere degli alert sms (ossia degli sms che ci avvisano relativamente al nostro saldo, l’ingresso alla banca online, conferma movimenti del conto, ecc); oppure il pagamento delle bollette direttamente da smartphone; la possibilità di utilizzare il conto col proprio telefonino e così via. Dovete valutare voi quali sono i servizi di cui necessitate e capire di quali potete fare a meno, specie perché, non tutte le banche offrono questo genere di servizi gratuiti. Quindi, se non usate mai internet, vi serve a qualcosa il servizio di alert sms che vi avvisa ogni volta che qualcuno entra nella vostra posizione con i vostri codici? 

Sbagliato. È indispensabile avere un servizio simile. Non è detto che qualcuno non vi rubi i codici ed entri nella vostra posizione, un sms, un semplice sms può davvero salvare il vostro conto. Magari potrò evitare gli sms relativi all’incasso delle bollette qualora li paghiate tramite bollettino postale e non tramite incasso su conto corrente. Questo, giusto per fare un esempio.

Un altro aspetto a cui bisogna prestare attenzione è il bancomat. Quanto vi costa? Potete o no prelevare gratuitamente ovunque? Sembra uno scherzo, ma oggi, in un mondo che cambia alla velocità della luce, in un mondo in cui la comodità e il risparmio sono all’ordine del giorno, non è possibile trovare conti correnti in cui i prelievi sono gratuiti solo se effettuati presso la stessa banca (o filiali della medesima banca). Magari sarà gratuito il prelievo ma la benzina che usate, il bollino per parcheggiare e così via, quelli li pagate comunque. Quindi perché non optare per un conto corrente in cui l’uso del bancomat (prelievi e pagamenti) sia totalmente gratuito? Mi sembra davvero un controsenso dover pagare per prendere i miei soldi. 

Altro servizio di cui farei a meno sarebbe certamente l’invio cartaceo dell’estratto conto. Molta gente ha paura di “trasferire tutto online” perché pensa che col cartaceo ci sia più sicurezza. Chiedo a questa gente di svegliarsi in quanto i conti corrente di ognuno, sia che si riceva l’estratto conto cartaceo a casa, che lo si riceva elettronicamente via e-mail, sono comunque tutti online. I dati sono tutti online, quindi il cartaceo è solo uno spreco di carta e soldi, poiché raramente una banca lo invia gratuitamente. 

Pertanto, verificate bene quali sono i costi periodici e non che pagate sul vostro conto, che siano congrui con quello che utilizzate davvero e che vi serve realmente. 

Tutto quanto detto sopra mi serve su un piatto d’argento un altro argomento molto importante: i costi del conto corrente. Come già accennato in un altro articolo, bisogna ammettere che in Italia, per quanto ci si stia cercando di adeguare, ci sono i conti corrente più costosi d’Europa. E anche in questo caso trovo a dir poco allarmante e avvilente una cosa simile. Allarmante perché una banca che nel 2015 chiede ancora il pagamento di certi servizi per me ha come motivo solo due cose: 

- Non ha molti utili e risorse e qualunque modo per ripianare le casse è utile;

- Non guarda al cliente ma alle proprie tasche;

Avvilente, invece, perché mi domando: chi è che oggi non fa di tutto per risparmiare qualche spicciolo? Così ci si ritrova a fare sacrifici per poi pagare (o dovrei dire mantenere) la banca in cui ho il conto corrente? Mi sembra davvero un controsenso. 

Ma allora cosa fare per spendere il meno possibile e avere un conto corrente che mi dia tutti i servizi di cui ho bisogno? Fatti delle domande precise: 

a. Mi serve un conto personale? Per la famiglia? Per la mia azienda?

b. Quante operazioni all’anno (o al mese) ipotizzo di compiere?

c. Quanti prelievi al mese potrei effettuare?

d. Mi basta una sola carta di debito (meglio conosciuta come bancomat)?

e. Ho necessità di avere una carta ricaricabile o una carta di credito?

f. Mi serve il libretto degli assegni?

g. In base al mio stile di vita, sarebbe più comodo avere un call center che mi risponda immediatamente anziché dovermi recare allo sportello? 

h. Ho intenzione di canalizzare lo stipendio? La pensione? 

i. Addebiterò il conto con le bollette? 

j. Ho necessità di un servizio di alert sms? 

k. Terrò molta liquidità sul conto? Questo serve per capire, tra le altre cose, se dovrò pagare allo Stato, tramite la banca che sarà il sostituto di imposta (ovvero preleva la banca e poi versa allo Stato) il bollo di € 34,20 oppure no. Per inciso. Pagano il bollo di € 34,20 solo le persone fisiche che hanno una giacenza media sul conto corrente pari o maggiore di € 5.000. Le persone giuridiche, invece, pagano comunque € 100 di imposta di bollo. 

Queste e altre domande sono quelle che devi farti e devi scriverti le risposte perché così, avendo sottomano il documento di sintesi di un conto corrente, potrai capire quali sono i costi da pagare in base ai servizi (che sono quelle operazioni che rispondono alle domande di cui sopra) di cui hai bisogno. 

Bada bene che ci sono costi, nel conto, che si pagano nonostante tu non utilizzi tutti i servizi.

Per esempio, alcune banche fanno pagare un canone annuale (o trimestrale, o mensile) un canone minimo per l’uso della piattaforma online a prescindere che il cliente la usi o meno; stessa cosa con il bancomat, ecc. 

Fatto questo conteggio riporta tutto su base mensile così che tu possa calcolare quanto, mensilmente (ovviamente stiamo ipotizzando, i calcoli reali saranno dovuti all’effettivo utilizzo del conto), spenderai all’incirca. Moltiplicato il risultato per dodici, ti sarai fatto un’idea della spesa annua per conto corrente. A questo punto entra in scena un indicatore che ti permetterà di capire se il costo è adeguato alla categoria di cliente a cui appartieni. Sto parlando dell’ISC, l’indicatore sintetico dei costi, il quale riassume, in base alla categoria di cliente e all’operatività, quale sarebbe il costo suggerito (inteso come costo massimo) del conto corrente adatto. Quindi, preso l’ISC (lo trovi col documento di sintesi o nell’estratto conto o puoi chiederlo direttamente in banca, è un tuo diritto averlo), confronta e se il costo da te calcolato è superiore a quello indicato dall’ISC, allora è possibile che quel conto non è adatto a te. 

Bisogna ammettere, però, che oggi ci sono molte banche che offrono conti corrente a zero costi, a zero canone e che permettono ai propri clienti di avere numerosi servizi di qualità, efficienti e innovativi e di vivere in totale libertà il loro rapporto con la banca. Il mio suggerimento è di approcciarsi a questo genere di conti corrente, valutando bene la scelta della banca, orientandosi verso una banca che sia solida e sicura. 

 

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