>

Lavoro online: tra inganni e verità.

Cari amici,

oggi ho una particolare ispirazione per scrivere di quest’argomento. Ho avuto modo di scoprire che sul web in molti la pensano come me, eppure…

Ma vediamo, innanzitutto, di capire insieme di cosa mi occuperò in questo articolo: ho tutto il desiderio di capire come mai ci siano persone, almeno in Italia (non so altrove, visto che non seguo in quest’ambito, gruppi stranieri, non più per lo meno) che si ostinano a credere che esistano, nel mondo, i guadagni facili, quelli che è possibile fare da casa senza neppure muovere un dito. Ci sono, credetemi. Su alcuni gruppi su Facebook vi è modo di constatare questo inspiegabile fenomeno. E credo che sia questo il motivo principale che induce tanti individui a pubblicare annunci fittizi, misteriosi, che rimandano a una spiegazione in “aree invisibili al pubblico”. La maggior parte di questi annunci recita più o meno: “Offresi lavoro da casa, ben retribuito, ti basteranno venti minuti al giorno…” vendendo l’idea doppia di guadagnare tanto, lavorare poco. Ora, dal momento che io (e pochi altri) non sono un imbecille, nemmeno mi sognerei di chiedere informazioni su un annuncio che di chiaro ha solo il colore dello sfondo della pagina Facebook.  Nonostante ciò, le richieste di informazioni sono molteplici. Allora, vorrei che insieme si facesse chiarezza, giusto per capire questo strano fenomeno.

Cominciamo con l’analizzare non tanto gli annunci, ma i possibili profili di chi richiede spasmodicamente informazioni su annunci come quello dell’esempio sopra riportato.

Mi sono sforzato notevolmente in questi giorni di capirci qualcosa e non trovo che due possibili profili:

  1. Il disperato: una persona che, purtroppo, ha tanto bisogno di guadagnare, non riesce a trovare un lavoro offline perché, per qualunque motivo (poco importa qui), nessuno lo assume, e si rivolge quindi alla rete cercando di rispondere a tutti gli annunci che trova online, a quelli che (a suo sentire) gli danno subito una possibilità di rimettersi in piedi.
  2. Il nullafacente: una persona che ama starsene a non fare nulla dalla mattina alla sera ma è consapevole che prima o poi dovrà trovarsi un impiego, così pensa di zittire la sua piccola coscienza (che di tanto in tanto reclama il suo ruolo nella vita) cercando qualcosa che non lo scomodi troppo, non implichi un sacrificio, non implichi azione, non implichi il suo coinvolgimento, ma che gli di dia la possibilità di crearsi un’entrata di denaro periodica senza che lui muova un dito. Da qualche parte ha letto che tramite il web il creatore di Facebook (di cui non ricorda bene il nome, non ha tempo da sprecare a leggere un articolo nella sua interezza) è diventato un miliardario, così come altre persone al mondo, usando il web hanno fatto “i soldi”. Se quest’individuo si fosse preso la briga di non fermarsi a leggere il titolone scritto da chi voleva solo attirare un like o una visita, sicuramente oggi non scriverebbe “info” sotto tutti quegli annunci fasulli.

Di questa tipo di persona, però, non parlerò in questo articolo, perché penso sia tempo sprecato per me e per voi.

Mi soffermerò sul primo caso. Quello di un disperato. Vedete? Quando una persona è disperata si trova in uno stato psicologico, mentale, molto vulnerabile e in quel caso è un’ottima preda per chi è alla ricerca di persone da ingannare in qualche modo.

Così, il via agli annunci che promettono ingenti guadagni semplicemente condividendo link o cliccandovi, o leggendo articoli o condividendoli; o, ancora, acquistando un pacchetto di coin di qualunque genere, mostrando grafici di crescita esponenziale di quelli quotati in borsa. Vi è poi chi ti garantisce (ma solo negli annunci) una cospicua rendita con prodotti e servizi finanziari (che ovviamente la persona deve prima acquistare).

Così io divento una iena: da ex consulente finanziario (ho lavorato per quasi nove anni in questo settore) diffido sempre di questi guadagni promessi tramite operazione di trading (e similari) perché nessuno ha la palla di cristallo e può prevedere il futuro. Inoltre, per guadagnare col trading, ho investi notevoli somme (che rischi anche di perdere in pochi secondi senza che tu possa fare qualcosa per evitarlo) in prodotti ad alto rendimento, che sono quelli più rischiosi, o non ci guadagni nulla. Giusto per fare un esempio: se investissi anche mille euro al 10% annuo, supponendo che si tratti (ma non è così) di un prodotto sicurissimo con anche il rendimento sicuro, dopo dodici mesi avresti guadagnato quanto? Cento euro! Hanno risolto il tuo problema? O pensi davvero che ci siano prodotti che possono darti il 10% mensile? E se anche ci fossero, cento euro al mese hanno risolto la tua situazione disperata? E per produrli, comunque, dovrai quanto meno studiare la materia finanziaria continuamente, tenerti aggiornato, quotidianamente, o pagare per usare una piattaforma di trading che, guarda caso, è quello che ti è stato prospettato nell’annuncio. Ah, già, se porti amici e parenti guadagni anche su di loro. Dimenticavo questo particolare.

Passiamo agli altri metodi miracolosi di guadagno online che sfruttano la disperazione e il bisogno delle persone: pay per click, pay per download, pay per share, pay per read e così via. “Ti offriamo € 0,001 per ogni click” recita qualche informazione. Un decimo di centesimo? State scherzando? La persona disperata e bisognosa di un lavoro, per poter avere il minimo e poter cominciare a sentirsi fortunato, dovrà pur guadagnare sei, settecento euro mensile (se non ha una famiglia). Un range di denaro che può cambiare dipendentemente dalla zona in cui vive e dal suo stile di vita. Quanti click al giorno dovrebbe fare per arrivarci. Mi domando: chi propone un lavoro simile ha davvero a disposizione migliaia di link e prodotti su cui fare cliccare. Generalmente, a parte Facebook, Google, Twitter e pochi altri, nessuna azienda italiana ha un simile potenziale. Anche perché, tranne che sui già citati, raramente un’azienda seria pagherebbe solo per ricevere dei click che poi potrebbero portare a un nulla di fatto. E allora: ne vale la pena? Quanto, davvero, il disperato potrebbe guadagnare oggi con una campagna di pay per click o simili? Io credo nulla. A parte i veterani del settore, quelli partiti anni fa, che hanno fatto di queste attività il loro “stile di vita”, oggi non credo proprio ci si possa pagare i propri bisogni.

Non voglio dilungarmi ancora con quest’altro caso, suppongo che il mio pensiero sia chiaro.

Vorrei che tu che mi leggi in questo momento (te l’ho già scritto in altri articoli), comprendessi che hai diverse altre strade da prendere e che nessuna di quelle che ti porterà a qualcosa di serio e duraturo, sarà una strada facile. In qualunque ambito, sia online che offline, dovrai sbaracciarti, sudare, inventare, studiare, fallire talvolta e rialzarti. Il lavoro online non è dissimile da quello offline in quanto a fatica, anzi, forse è più faticoso perché bisogna tracciare nuovi sentieri, percorrere strade non ancora percorse. È faticoso perché, se da un lato è vero che sul web non vi sono limiti e confini per chi avvia un’attività online, è altrettanto vero che i potenziali clienti, che sono milioni (se vogliamo rimanere in ambito italiano) hanno un’incredibile gamma di scelta.

Così, caro amico che hai un disperato bisogno di guadagnare, non farti prendere per il culo da chi si approfitta della tua situazione di bisogno per alimentare i propri introiti e il proprio successo. Ma rivolgiti a quelle aziende che non nascondono nulla, disposte a comunicare con te in modo limpido, senza giri e rigiri di parole. Senza che ti debbano prima mostrare un video o diversi video che servono solo a cercare di farti abbracciare inconsciamente la loro idea, affinché, quando ti chiederanno del denaro (che al momento nemmeno potresti spendere) tu sarai lì, pronto a darglielo.

Tu hai bisogno di guadagnare e farlo online non è un male. Ma non credere che online significhi “più facile”. Cerca, piuttosto, di scuoterti, di svegliarti, di ritornare in te. Tu sei una persona con dentro delle capacità che forse nemmeno tu immagini e sarà dentro te che potrai trovare la forza per risalire. Il tuo cervello non è diverso dal mio o da quello di Zuckeberg (il creatore di Facebook), hai le armi per potercela fare, sta a te scegliere quali e come usarle. Ecco perché ti dico: fai la scelta giusta!

Ps: se vuoi puoi iscriverti gratuitamente al mio nuovo gruppo su Facebook (iscriviti da qui) nel quale condividerò spesso i miei articoli, esperienza e quant'altro potrà tornarti utile. Se vorrai potrai anche scaricare gratuitamente il mio ebook "Fai quello che devi e arriverai dove vuoi", potrebbe tornarti utile (scarica ebook da qui). 

Contattami

Tutti i campi sono richiesti.
Inserisci il seguente codice nel box sottostante
© Copyright 2017 Salvatore Tribastone - viale Margherita, 9 - 97100 Ragusa - P. IVA 01214770883